sabato 11 giugno 2011

Dieta a zona

La dieta a zona è una modalità di alimentazione ideata dal biochimico americano Barry Sears, per aiutare i propri pazienti affetti da cardiopatie o diabete, sulla base dei precedenti studi scientifici effettuati dal Dottor Vane, Premio Nobel della Medicina nel 1982.
Con dieta a zona si parla anche di un preciso stile di vita che vuole coniugare un modo di mangiare che segue specifiche regole ma anche una deguato movimento fisico e rilassamento mentale. Il programma alimentare a zona supera l’ idea che il peso forma sia raggiungibile immettendo nell’ organismo una quantità inferiore di energie rispetto a quelle che vengono bruciate.
Alla base dello studio, risiede il principio secondo cui gli ormoni gestiscono tutte le funzioni fiosologiche del corpo umano.Di conseguenza, lo scopo della dieta a zona è quello di portare e mantenere gli ormoni ad un equilibrio tale da poter permettere al corpo una corretta condizione di efficienza psicofisica. Per l’ esattezza, gli ormoni maggiormente coinvolti sono il glucagone e l’ insulina e il cibo che ingeriamo è considerato uno stimolatore di risposte da parte degli ormoni stessi.
La regola primaria è quella di rispettare il bilanciamento tra le sostanze nutrizionali presenti nei pasti, nell’ ordine del 40/30/30. Ogni volta che si mangia in pratica bisognerebbe assumere alimenti che contengano il 40% di carboidrati, il 30% di grassi e altrettanto 30% di proteine.
Considerando sempre il bilanciamento tra le sostanze, la dieta a zona permette di mangiare cinque volte al giorno, una delle regole è quella di non rimanere per piu’ di cinque ore circa senza mangiare.Per cui è prevista una colazione, un pranzo e una cena ma intervallati anche da spuntini, cosi’ da mantenere in equilibrio i livelli di specifici ormoni e riportato tutto – a zona - .
La dieta a zona è fortunatamente una strategia molto flessibile per cui eventuali errori ed abbuffate possono essere recuperate riequilibrando i pasti successivi, per il 70% delle volte che la seguiamo essa ci puo’ garantire circa il 70% dei risultati.Non dobbiamo quindi far sorgere in noi sentimenti di colpa e frustrazioni, per una salute totale dell’ organismo anche l’ aspetto mentale rilassato e sereno sono fondamentali.
Il calcolo dell’ ammontare delle proteine che dovremmo assumere è la base per stabilire gli altri rapporti e si ottiene considerando il peso, la massa magra e quella grassa e la quantità di calorie bruciate giornalmente.
Per quanto riguarda invece i carboidrati, bisogna considerare il loro variabile tasso glicemico, piu’ questo sarà elevato, maggiore diverrà l’ effetto di aumentare in modo veloce la produzione di insulina.Un freno alla risposta insulinica è data dai grassi che quindi, a differenza dei luoghi comuni sulle diete, se trattasi di grassi insaturi non vanno eliminati.
Infine sali minerali e vitamine devono essere assimilati mangiando frutta e verdura quotidianamente.
La dieta a zona puo’ dunque essere considerata come una dieta mediterranea con regole quantitative ben analizzate ma senza rinunce verso quasi nessuna sostanza alimentare.
I vantaggi della dieta a zona sono la possibilità di intaccare il tessuto adiposo e bruciare i grassi in eccesso, oltre ad un potenziamento del sistema immunitario e ad una diminuzione dell’ insorgere di malattie cardiovascolari, comprovata dallo studioso.
I critici invece ritengono che il basso apporto calorico derivante dai carboidrati possa rallentare il processo di metabolismo e che sia proprio la minore quantità calorica ingerita che determini un abbassamento di peso, non il diverso bilanciamento ormonale.